Un’altra vittoria per le rinnovabili, l’energia verde tocca il 55,1%

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Una sorpresa, da molti annunciata: la scorsa settimana l’Italia ha abbattuto un nuovo record nella produzione e consumo da energia da rinnovabili. La Borsa elettrica ha infatti scambiato energia verde per il 55,1 % del totale . Un record che potrebbe essere di nuovo battuto entro la prossima estate. Avanzano solare ed eolico, arretrano le centrali termoelettriche tradizionali alimentate in Italia un po’ con il carbone e moltissimo con il gas metano.

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Ed ecco la seconda novità, più inquietante. A lanciare il warning sono gli esperti del Cnr: il metano, di cui noi italiani facciamo un uso preponderante, emette più CO2 di quel che molti pensavano. E solo limitandone fortemente l’uso (non si sa come) potremmo rispettare gli obiettivi di riduzione delle emissioni dannose per il clima che ci siamo dati, ma soprattutto che ci ha dato l’Unione Europea distribuendo ai singoli stati gli impegni del patto di Kyoto.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Link di riferimento: http://goo.gl/vK9XpT

Con un risparmio di oltre 20.000 euro il fotovoltaico conviene anche senza incentivi

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Anche dopo la fine degli incentivi nell’estate scorsa, il fotovoltaico in Italia è vivo e vegeto. Grazie alle detrazioni fiscali del 50% in 10 anni per le ristrutturazioni edilizie, installare pannelli solari per produrre elettricità resta ancora un ottimo investimento per le famiglie.

Un piccolo impianto da 3 kW con un costo indicativo di circa 7-7.500 euro (Iva inclusa e chiavi in mano) che produce 3.300-4.500 kWh all’anno (a secondo della località italiana in cui è situato), con gli sgravi si ripaga in 6-8 anni e sulla sua vita utile (almeno 25 anni) garantisce un risparmio netto di oltre 20.000 euro, come mostrano i dati diffusi da Solarexpo-The Innovation Cloud, l’evento italiano di riferimento del fotovoltaico, che si è tenuta alla Fiera Milano dal 7 al 9 maggio.

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Anche per le imprese l’opzione fotovoltaico è economicamente interessante, sebbene queste non possano godere degli sgravi fiscali. Le PMI italiane, che pagano l’energia il 30% in più della media dell’Eurozona, possono alleggerire notevolmente la bolletta installando sul proprio tetto un impianto fotovoltaico. In genere parliamo di impianti da 10 a 1000 e più chilowatt di potenza.

Il risparmio è tanto più elevato quanto più i consumi si concentrano nelle ore di produzione giornaliere: utilizzando direttamente l’elettricità solare prodotta dal proprio impianto non si paga il costo del chilowattora prelevato dalla rete, più caro perché include oneri di rete e di sistema, e anche le imposte. Un kWh autoprodotto può costare circa il 37-50% in meno.

Fonte: Greenews.info

Link di riferimento: http://goo.gl/CcqpEU

I pannelli fotovoltaici durano più a lungo: dopo 25 anni rendono più dell’80%

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Quanto dura un pannello fotovoltaico? Poiché la maggior parte di essi è garantita per 25 anni, spesso si pensa che questa sia anche la sua durata.

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Il pannello dura in realtà molto più a lungo, perché dopo 25 anni non smette di produrre energia, visto che il suo rendimento (rispetto al valore iniziale) è un po’ più dell’80%.

Un’analisi su quasi 2000 pannelli mostra un decadimento dello 0,775% all’anno, per cui la produzione di energia sarebbe ancora significativa dopo cinquanta e persino cento anni.

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Fonte: Ecoblog

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